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Monumenti a Foligno

Itinerari storico-culturali a Foligno

Auditorium e Chiesa di San Domenico

La chiesa di S. Domenico, con l' annesso convento, è tra i monumenti architettonici più significativi di Foligno.

Sia il Convento che la Chiesa hanno ormai perso da secoli la loro unità funzionale, ma non quella architettonica, che resta ancora oggi perfettamente riconoscibile.

Impiegata dal 1870 come scuderia dell'esercito, poi come palestra ed infine come magazzino comunale, nel 1972 si pose con forza il problema del suo recupero edilizio e, con una delibera comunale, si manifestò l'intento di trasformare la chiesa in auditorium, restaurandola.

Il progetto del 1973, prevedeva di modificare lo spazio interno collegando in maniera appropriata parti fisse con parti mobili variando, entro certi ambiti, il luogo in relazione alla funzione.

Questo progetto venne però dimenticato nei cassetti comunali e con esso venne abbandonato anche l'impegno per il recupero fino a quando, nel 1976, non crollò un'estesa superficie del tetto della Chiesa per cui si rese necessario progettare la nuova copertura oltre ad un nuovo piano di utilizzazione della chiesa stessa.
L'architetto Franco Antonelli e L'ing. Enrico Marcucci diedero via al rifacimento della copertura tra il 1978 ed il 1980, mantenendo l'originaria tipologia della capriata palladiana ma realizzandola con tecniche moderne .

Il progetto di recupero sul corpo della chiesa venne invece elaborato tra il 1982 ed il 1984 ed i lavori furono iniziati nel 1986 con la realizzazione delle opere edili e di parte degli impianti.

L'architetto Franco Antonelli (Foligno, 1929-1994), trascorse a Roma alcuni anni prima come studente, poi come assistente universitario e collaboratore nello studio degli architetti Cicconcelli e Pellegrin e innamorato della sua terra e del suo lavoro si stabilisce definitivamente nella sua Umbria agli inizi degli anni '60.

Uomo di grande cultura e sensibilità, deceduto nel 1994 nel corso dei lavori, non riuscì a portare a termine la realizzazione dell'Auditorium San Domenico per
il quale aveva previsto le finiture e gli allestimenti della sala e degli spazi accessori.

I lavori vennero ultimati nel 1996, sotto la direzione dello Studio Antonelli e Associati.

Gli allestimenti degli interni sono stati progettati in modo da consentire un uso polivalente degli spazi mentre la chiesa, rimasta invariata per forma e dimensione è stata sottoposta al rifacimento della copertura, al fissaggio degli affreschi e al rinnovo delle pavimentazioni, tutte in cotto.

 

Sospese alla copertura, sono state realizzate due passerelle di servizio con la funzione di sostegno dei principali impianti illumino tecnici e di prevenzione incendi. Queste passerelle richiamano gli antichi "matronei", di cui si ipotizza l'antica esistenza grazie al ritrovamento, durante i lavori di restauro, di piccole aperture in corrispondenza degli archi trionfali.

La moderna interpretazione stilistica del rosone e delle bifore sull'abside definiscono i caratteri architettonici dell'intervento.

In corrispondenza del transetto è stata prevista una struttura in acciaio per la rifrazione acustica studiata e le sedute della platea sono state realizzate con poltroncine in parte fisse ed in parte montate su tribune telescopiche retrattili.

 

Caserma Gonzaga

 

Sede principale per il reclutamento dell' esercito nazionale, la Caserma Gonzaga si trova nel cuore di Foligno ed è situato in posizione strategica in quanto permette di raggiungere in pochi minuti la stazione ferroviaria, il centro storico e la maggior parte delle strutture ricettive quali alberghi, hotel, affittacamere, b&b oltre ai migliori ristoranti locali dove poter assaporare i piatti tipici della cucina umbra.

 

 

 

 

Cattedrale di San Feliciano - Duomo di Foligno -

 

Nella centrale piazza della Repubblica vi è la Chiesa dedicata a San Feliciano, patrono della città.

S. Feliciano nacque intorno al 160 da famiglia cristiana in località ‘Forum Flaminii' , l'attuale San Giovanni Profiamma.

Al tempo di papa Eleuterio (174-189) Feliciano si recò a Roma dove fu accolto ed istruito da un arcidiacono.
Ritornato in Tuscia, sua zona d'origine, dov' erano ancora tutti pagani ed il sacerdozio ancora non era conosciuto, dopo un periodo di evangelizzazione venne eletto Vescovo dai suoi concittadini e ricevette l'ordinazione a Roma da papa Vittore I. Feliciano cominciò a predicare in vaste zone dell'attuale Umbria, cominciando da Foligno, poi Spello, Bevagna, Assisi, Perugia, Norcia, Plestia, Trevi, Spoleto anche se, non tutte queste città risposero alle sue predicazioni evangeliche.
Feliciano è considerato vescovo di Foligno oltre che di ‘Forum Flaminii' dove nacque, di cui viene considerato il primo vescovo. Il suo episcopato durò 56 anni e morì all' età di 94 anni, durante la persecuzione di Decio (249-251).

Morì il 24 gennaio, a tre miglia dalla sua città, cioè a Monte Rotondo - Foligno, dove fu sepolto e di cui è il venerato patrono, celebrato nella stessa data della sua morte. San Feliciano è raffigurato nelle varie epoche con sontuosi abiti vescovili e spesso con mani e piedi trafitti.

La Cattedrale di San Feliciano fu costruita nella prima metà del XII secolo, sul luogo di sepoltura del Santo ad opera di Maestro Atto, come testimonia un' iscrizione collocata sulla facciata principale.

Anche se modificato a più riprese, conserva ancora alcuni elementi della costruzione originaria.

La facciata principale,rielaborata agli inizi del XX secolo, presenta loggetta e trifore; la facciata laterale (o secondaria) è del XII secolo e si affaccia su piazza della Repubblica; è caratterizzata da un egregio portale romanico finemente decorato con bassorilievi raffiguranti Federico Barbarossa, Innocenzo III, i Simboli degli Evangelisti ed i Segni Zodiacali.

Sulla facciata, ai lati della doppia trifora centrale,furono apposti nel XII secolo, due 'grifoni umiliati" in memoria della vittoria di Foligno in una delle guerre che la videro combattere contro l' antagonista Perugia.

l campanile e la cupola sono stati invece restaurati recentemente in seguito ai danni causati dal terremoto del 1997.

La configurazione interna è ad un'unica navata di stile neoclassico. Sottostante l'edificio vi è l' ampia Cripta romanica del XII secolo.

L'abside è decorata con affreschi settecenteschi mentre, all'interno della Cappella del Sacramento, ci sono affreschi di Vespasiano Strada. In una nicchia a destra del presbiterio, ci sono le statue di San Simpliciano e San Francesco d'Assisi.

All'interno si può ammirare anche il Crocifisso a rilievo fra la Vergine e San Giovanni.

 

 

 

Chiesa di Sant'Agostino

 

La Chiesa di Sant'Agostino risale al XIII secolo e vanta un bellissimo campanile del 1300. All' interno è possibile apprezzare l'altare opera di Gioacchino Grampini.

 

 

 

Chiesa di San Giacomo

 

La Chiesa di S. Giacomo è un edificio duecentesco, oggetto di svariati interventi nel corso dei secoli XV - XVII- XVIII.

Internamente è presente un altare in legno degno di nota e attenzione.

 

 

 

Chiesa di Santa Maria Infraportas

 

La Chiesa di Santa Maria Infraportas è il luogo di culto più antico per i folignati. Situata in Piazza San Domenico e risalente all' XI secolo è uno dei più significativi edifici romanici dell'Umbria.

Presenta una semplice ma particolare facciata in pietra con con bifora ed un piccolo portico sorretto da quattro colonne databili all'XI-XII secolo ed un possente campanile.

L'interno è diviso in tre navate, ma quelle laterali sono state aggiunte nel '400. All'interno si possono ammirare pregevoli dipinti ed oggetti d'artetra cui una meravigliosa statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino di fine XII secolo.

 

 

 

Chiesa di San Niccolò

 

La Chiesa di S. Niccolò, che conserva opere dell'Alunno e del Conca, risale al XIV secolo ed è dotata di un pregevole portale del '400.

Nei secoli la struttura architettonica della chiesa ha subito diverse modifiche architettonico-strutturali prima con gli Olivetani, gli Agostiniani ed infine con Pietro di Domenico Loni.

 

 

 

 

Chiesa di San Salvatore

 

Chiesa di San Salvatore fu costruita intorno al X-XII come abbazia benedettina. Vanta una bellissima facciata del '300 ed internamente la Chiesa presenta originali arazzi fiamminghi del '500 ed importanti opere pittoriche del XIII - XVIII secolo.

 

 

 

 

Monastero di S. Anna

 

Detto anche della Beata Angelina o "delle Contesse" nacque alla fine del XIV secolo per interessamento di Paoluccio Trinci (il documento più antico che lo riguarda porta la data del 1388). In origine il monastero era formato semplicemente da una casa e da un oratorio. Nel corso della prima metà del Quattrocento venne velocemente ampliato con la costruzione del refettorio, del coro, della Chiesa, del dormitorio e dei due chiostri. Intorno alla metà del Cinquecento, grazie all' ingente eredità di suor Anna de' Conti, che tra l'altro fece arrivare nel monastero il famoso quadro di Raffaello 'La Madonna di Foligno', venne acquistata quella che diventerà l'infermeria e che in origine era la casa bottega dei Mazzaforte e di Nicolò Alunno. I secoli successivi furono caratterizzati dalla clausura e pertanto fu solo risistemata in parte la Chiesa. L'ultimo corpo aggiunto al monastero risale agli anni Sessanta in cui fu costruito l'edificio adibito a scuola.

 

 

 

 

Oratorio della Nunziatella

 

L' Oratorio della Nunziatella si trova a Foligno, nei pressi della settecentesca Chiesa del Suffragio. L'edificio fu costruito per volontà del Comune, dall'architetto Francesco di Bartolomeo tra il 1490 e il 1494, sul luogo ove un ignoto artista del XV secolo aveva dipinto un'immagine della Madonna Annunciata, diventata in seguito oggetto di grande adorazione. La pianta della Chiesa è rettangolare ed internamente è divisa in due parti da un cancello in ferro. Alcune parti sono in pietra bianca e rosa ed altre in laterizio con due grandi finestre rinascimentali. Le pareti sono decorate da pilastri scanalati che inquadrano nicchie e sorreggono la trabeazione. In fondo alla Chiesa ci sono due altari: quello a sinistra contiene un tabernacolo di Lattanzio di Nicolò e conserva l'immagine della Madonna Annunciata, mentre sulla parete posteriore sono ritratti lo Spirito Santo fra gli angeli, San Feliciano e il Beato Pietro Crisci,affrescati da Antonio Pandolfi da Pesaro (XVI secolo).
Nell'altare a destra è raffigurato il Battesimo di Cristo tra gli angeli di Pietro Perugino e realizzato con la stessa formula utilizzata nella Cappella Sistina, nel Duomo di Città della Pieve e nello scomparto centrale del Polittico di Sant'Agostino. L'opera, realizzata nel 1521, fu commissionata da Giovan Battista Moranti: il suo nome è commemorato in un'iscrizione lungo la cornice e nello stemma della famiglia recante due cigni fronteggianti, in cima ad una colonna scanalata. In una cappella attigua vi è la Pietà, affresco di epoca tardo cinquecentesca.

 

 

 

 

Palazzo Giusti - Orfini

 

Questo imponente ed importante palazzo storico è situato nell'importante crocevia davanti alla Settecentesca Chiesa del Suffragio.

La prima parte dell'edificio dovrebbe risalire alla fine Cinquecento (1561) costruito da Flavio Floriani. Nel corso del Seicento è la famiglia Giusti, già stabilitasi in quella zona della città, ad acquisire il fabbricato per effettuare una completa ristrutturazione con il maestro Felice Tucci, a capo dei lavori nel periodo compreso tra la fine del Seicento, come attesta la data sulla ringhiera del balcone ed il 28 luglio 1705, data presente nella ricevuta di pagamento rilasciata dai Giusti per le opere da lui eseguite. Tale ristrutturazione portò ad una nuova definizione della planimetria oltre che all'ampliamento della facciata. Il portale dorico a colonne libere, di stile classicista, dominato dall' emblema in pietra della famiglia (due tigri che tengono un busto umano, sopra un sole), viene guarnito da un balconcino sporgente. A piano terra il porticato a crociera si apre a 'T' verso la corte interna e conduce a destra verso lo scalone principale che permette l'accesso ai piani, a sinistra invece conduce verso la scala delle aree di servizio. Il pavimento dell'atrio è in mattoni e pietra. I vani del piano terra, attualmente attività commerciali, erano talvolta usati come magazzini dove venivano custoditi i prodotti derivanti dalle vaste tenute della famiglia.

Il piano nobile e due vani del secondo piano sono decorati con quella che si può definire l'impresa pittorica più vasta tra le dimore patrizie di Foligno e risale alla seconda metà del Seicento. L'autore dell'opera è ancora sconosciuto e viene comunemente definito come 'decoratore eugubino'. Costui esibisce uno stile in alcuni casi barocco, in altri classicista, con una valida conoscenza della decorazione dei palazzi romani. Gli alloggi hanno medie dimensioni e le decorazioni impreziosiscono volte e pareti e riproducono incisioni talmente uguali agli originali da sembrare quasi un plagio. Tale opera ha il merito di aver avvicinato l'arte di Foligno a quella delle illustri dimore di Roma, Firenze e Parigi.

Poiché nelle raffigurazioni il blasone dei Giusti è sormontato dal cappello vescovile, gli affreschi si possono sicuramente collocare nel periodo che va dal 1680 al 1690 visto che, proprio nel 1685 un Francesco Giusti fu nominato Vescovo di Sutri .

Nel 1799 palazzo Giusti passa dalla famiglia Giusti alla famiglia Orfini, prima tramite un atto di vendita del piano nobile e nel 1805 tramite una donazione del resto del fabbricato, visto che l'unico parente prossimo della famiglia Giusti , ormai rimasto, è Giuseppe Maria Orfini, nipote dei fratelli Giusti.

Tra il 1850 ed il 1870, il palazzo fu sottoposto ad altri piccoli interventi di ristrutturazione come le pavimentazioni a mosaico del piano nobile.

Nel corso del Novecento, dopo aver ospitato il Circolo Cittadino, palazzo Orfini è divenuta sede del Centro di Formazione Nemetria.

 

 

 

Palazzo Comunale

 

 

Il Palazzo Comunale rappresenta in maniera inconfondibile la città di Foligno. Situato in Piazza della Repubblica di fronte alla Cattedrale di San Feliciano costruito nella seconda metà del 1200, fu più volte trasformato e ristrutturato. Il sua attuale aspetto è di gusto neoclassico ed è caratterizzato da due fianchi laterali e un avancorpo centrale dove, su cinque archi a tutto sesto, si appoggiano un parapetto in travertino e sei colonne ioniche che sorreggono la cimasa con l'incisione S.P.Q.F. 'Senatus Populusque Fulminei'. In alto, la torre merlata di epoca medioevale, è stata a più riprese rinnovata e rivista ed è sormontata da una lanterna che termina con il Giglio, simbolo di Foligno. L'orologio che attualmente si trova sulla facciata risale al 1909 ed è stato realizzato a Milano. Nella Chiesa della Madonna di Fiamenga, si trova un affresco del Mezastris, preziosa fonte iconografica del vecchio Palazzo Comunale, in cui è rappresentato un panorama della Foligno della seconda metà del 1400, dove è possibile individuare il Palazzo ornato di bifore trecentesche, con la torre merlata priva della lanterna attuale. Tra il 1546 e il 1565 sono state abbattute alcune preesistenze medioevali e l'edificio è stato ampliato; tra il 1629 e 1642 sono stati inseriti il balcone con la ringhiera adornata da colonnine e le mostre in pietra delle finestre; tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800 sono stati effettuati nuovi interventi per rafforzare la struttura notevolmente compromessa dai terremoti del 1791 e 1832. Negli sapzi interni a piano terra, sulle pareti dell'ingresso, si scorgono due lapidi collocate dal Comune nel 1612 e proseguendo nel cortile si può apprezzare il pozzo dove un' iscrizione del 1567 reca i nomi dei sei priori che erano in carica all'epoca degli scavi effettuati per la sua realizzazione. Sullo stesso piano troviamo la porta principale di accesso alla sala del Consiglio Comunale, sopra la quale vi è scritto: ' PVB. CO CORDIA NIHIL UTILIUS' : niente è più utile della pubblica concordia. Dalla loggia si ha accesso agli ambienti usati come uffici comunali:

La Sala delle armi sulle cui pareti e sulla volta sono rappresentati gli emblemi delle famiglie nobili di Foligno con i cartigli in cui è scritto il cognome. Al centro della volta domina il Giglio simbolo della città di Foligno.

La Sala delle arti e dei mestieri, ex sala rossa, usata come gabinetto del Sindaco, attualmente raffigura un'allegoria del Progresso e del Lavoro realizzata nel 1947 mentre precedentemente era stata decorata con le allegorie: Bellezza della vita, Matrimonio, Famiglia, Patria, lavori distrutti durante il bombardamento del 1944.

 

 

 

 

Palazzo delle Canoniche

 

 

Edificato nel 1293 e situato in Piazza della Repubblica vicino al Duomo, fu residenza dei canonici della cattedrale e, per un certo periodo , fu anche abitato dalla famiglia Trinci. Il Palazzo delle Canoniche ha subito nel corso dei secoli notevoli modifiche strutturali. In parte è stato ripristinato ed in parte ristrutturato per volere del Mons. Faloci Pulignani. Sia al primo che al secondo piano le finestre erano rettangolari con cornice e davanzale. La facciata era finita ad intonaco e rimuovendolo, sono emerse tracce di finestre arcuate al primo piano e bifore al secondo piano. Oggi la facciata che dà su Largo Carducci presenta a piano terra tre porte con arco, al primo piano tre finestre con arco e due bifore e al secondo piano una trifora. Tra il piano terra ed il primo piano c'è una cornice e sulle porte si aprono raffinate monofore. Nella parte corrispondente alla terrazza sono presenti i merli guelfi che inizialmente erano stati progettati per l'intera lunghezza del palazzo, nel lato di Piazza della Repubblica . Ai due lati, sotto i merli, è presente una ricercata cornice sotto la quale si aprono quattro bifore , una monofora in Piazza della Repubblica ed una trifora su largo Carducci. Sul lato destro del palazzo c'é lo stemma del Vescovo diocesiano Mons. Stefano Corbini mentre sul lato sinistro è riportato il monogramma di S. Bernardino. ll 24 gennaio 1926, grazie all'ultimo restauro con il quale si sono riaperte le bifore, il palazzo è tornato ai suoi antichi splendori. Oggi il Palazzo delle Canoniche ospita il Museo Diocesiano.

 

 

 

 

Palazzo Trinci

 

 

Palazzo Trinci è uno dei Palazzi più interessanti e meglio conservati d'Italia, costruito fra il 1389 e il 1407 dal vicario pontificio Ugolino Trinci in stile tardo gotico. Nel 1439 Palazzo Trinci diventò la sede dei Governatori pontifici e tale rimase fino all'Unità d'Italia, in seguito alla quale venne destinato ad ospitare gli uffici della Pretura, del Demanio e del Monopolio, nonché la caserma della Guardia di Finanza. Il palazzo è stato dunque alterato ed adattato nel tempo in base alla destinazione d'uso. L'attuale facciata in stile neoclassico fu realizzata dopo i terremoti del 1831- 32. Il Palazzo è impreziosito da splendidi affreschi tardo-gotici imputati a Gentile da Fabriano ed eseguiti tra il 1411 – 1412, tra cui spiccano le Storie di Romolo e Remo nella Loggia, il ciclo delle Età dell'Uomo nel Corridoio, Gli Imperatori o Giganti nell'omonima sala e le Arti liberali e dei Pianeti nella sala adibita a studium. La cappella palatina con le Storie della Vergine è invece dipinta da Ottaviano Nelli da Gubbio la cui firma apposta reca la data del 25 febbraio 1424. Nelle sale del Palazzo sono ospitate: Pinacoteca civica, il Museo Archeologico, il Museo Multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi ed il Museo dell'Istituzione Comunale. La Pinacoteca, situata all'interno di Palazzo Trinci, è divisa in tre sezioni: il '300, il '400, il '500 e nacque dal bisogno di salvaguardare gli affreschi dei molti edifici ecclesiastici che, con l' unione al Regno d'Italia del 1860, furono destinati ad usi profani. Il Museo Archeologico, riallestito nel 2000, è situato tra il piano terra, il mezzanino ed il primo piano del palazzo, ed accoglie oggetti in bronzo, ceramiche, frammenti architettonici e lapidi funerarie provenienti dal territorio folignate che vanno dal VII al I sec. a.C. In una piccola sala sono state collocate urne cinerarie ed una tomba a cassa venute alla luce nella necropoli di Santa Maria in Campis, mentre al piano terra , dove anticamente vi erano le stalle, si trovano i mosaici di età romana e paleocristiana provenienti da S. Maria in Campis e S. Giovanni Profiamma. Al piano nobile di Palazzo Trinci, è presente la raccolta archeologica della famiglia Trinci, databile tra il I ed il III sec. d.C. Una sezione distaccata del museo è costituita dall' Antiquarium di Colfiorito dove sono esibiti reperti provenienti dagli scavi delle necropoli e degli altopiani plestini. Il Museo Multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi è un viaggio nel tempo e nello spazio, tra antichi cavalieri, tornei, nobili, dame, giochi e feste. Il Museo dell'Istituzione Comunale è un inventario di mobili ed oggetti quali tavoli, sgabelli, credenze, padelle, cocchiare, cappe e ferraioli che, giunti fino a noi, ci permettono una lettura delle funzioni dell'Istituzione Comunale. Il Museo dell'Istitizione comunale è stato recentemente inglobato dal Museo Multimediale.